sabato 18 febbraio 2017

«Estote vos perfecti»


Up to now I used to prepare my homilies on Sunday, since both Masses I had to celebrate were on Sunday. Now that the Mass for the troops has been anticipated on the previous evening, I have to prepare my homily on Saturday. So I can post it in advance. Maybe, it can be helpful for some fellow priests.


In today’s gospel we find the continuation of the antitheses of the Sermon on the Mount. Last Sunday we read the first four antitheses; today, the last two. We were pointing out that, when Jesus quotes one of the commandments, he extends and deepens the meaning of that commandment; on the contrary, when he quotes subsequent adaptations of the law, he rejects them and goes back to the original intention of God. Well, we find this different attitude of Jesus even in the last two antitheses.

martedì 14 febbraio 2017

Quando la forma è sostanza



Fece un certo scalpore, nel novembre scorso, la dichiarazione rilasciata dal Presidente della Commissione per la famiglia della Conferenza episcopale polacca, Mons. Jan Wątroba, a proposito dei dubia dei quattro Cardinali circa l’esortazione apostolica Amoris laetitia. In quell’occasione il Vescovo di Rzeszów ebbe a dire: «Io personalmente — forse per abitudine, ma anche con profonda convinzione — preferisco un’interpretazione come era solito fare Giovanni Paolo II, dove non c’era bisogno di commenti o interpretazioni del magistero di Pietro» (qui).

domenica 12 febbraio 2017

«Non veni solvere sed adimplere»



Sometimes we encounter in Scripture statements that may appear contradictory. Saint Paul, in his letter to the Ephesians, says: “[Christ abolished] the law with its commandments and legal claims” (Eph 2:15). Jesus, in today’s gospel, declares: “Do not think that I have come to abolish the law and the prophets. I have come not to abolish but to fulfill.” So, who is right, the gospel or Paul? Did Jesus actually abolish the law or not? It is not a question of little account, because our life depends on the answer to this question: if the law is still in force, we are obliged to observe it; if Jesus has abolished it, we can feel free to behave according to our will. Today’s liturgy helps us to answer this question.

venerdì 10 febbraio 2017

Auctoritates



Sull’ultimo numero della Civiltà Cattolica (quaderno 3999) il Vicedirettore Padre Giancarlo Pani ha pubblicato un articolo su “La donna e il diaconato” (abstract; parzialmente citato dal blog Settimo cielo), nel quale si avventura su un terreno insidioso, in cui, a mio parere, avrebbe fatto meglio a non inoltrarsi: la questione del sacerdozio femminile, definitivamente risolta con la lettera apostolica Ordinatio sacerdotalis di Giovanni Paolo II del 22 maggio 1994.

martedì 7 febbraio 2017

Traduzioni e ideologia



Mi ero ripromesso di tornare sulla notizia della costituzione, presso la Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti (CCDDS), di una commissione incaricata di rivedere Liturgiam authenticam, e cioè la “quinta istruzione per la retta applicazione della Costituzione sulla sacra liturgia del Concilio Vaticano II sull’uso delle lingue volgari nella pubblicazione dei libri della liturgia romana” del 28 marzo 2001 (qui il testo originale latino; qui la traduzione inglese; qui il comunicato stampa in italiano). Ne aveva parlato per primo Sandro Magister sul blog Settimo Cielo, in un post dell’11 gennaio; successivamente, il 26 gennaio, la notizia era stata confermata da Gerard O’Connel sulla rivista dei gesuiti America.

domenica 5 febbraio 2017

«Sal terrae ... lux mundi»



Last week we were saying that the new law, promulgated by Jesus on the mountain, is a sui generis law: before being a code of precepts, it is a good news item. In the Beatitudes Jesus confines himself to declaring that the poor are blessed, that they are God’s favorites, regardless of their merits and holiness. If you remember, Saint Paul told us that God does not choose the best, the wise and the strong, but the foolish, the weak and the lowly, so that no one may boast before him. God’s election is totally free; it does not depend on our works. In the letter to the Galatians, Paul says: “By works of the law no one will be justified … if justification comes through the law, then Christ died for nothing” (Gal 2:16.21). For this reason, addressing the Corinthians—as we have heard in the second reading—he reminds them that “I resolved to know nothing while I was with you except Jesus Christ, and him crucified.”

giovedì 2 febbraio 2017

“Mutuo arricchimento”


Ieri mi sono imbattuto in questo articolo, che ho trovato estremamente interessante. È stato scritto dal Padre Peter M. J. Stravinskas, fondatore e superiore della Società sacerdotale del Beato John Henry Newman, fondatore e presidente della “St. Gregory Foundation for Latin Liturgy”, fondatore e direttore della rivista The Catholic Response. Mi sembra un articolo pieno di buon senso e immune da ogni sorta di prevenzioni ideologiche. Ritengo che le considerazioni in esso contenute dimostrino, se ce ne fosse bisogno, che:

a) se è vero che il Novus Ordo (la “forma ordinaria” del rito romano) può avere dei limiti, certamente anche il Vetus Ordo (la “forma straordinaria”) non ne è esente;
b) che il Vaticano II vide giusto quando individuò tali limiti e ne indicò la soluzione;
c) che i Padri conciliari non avevano intenzione di creare un nuovo rito della Messa, né da sostituire all’antico né da giustapporre ad esso, ma solo di restaurare l’antico rito (e forse bisogna ammettere che la successiva riforma andò, in qualche misura, oltre le indicazioni dei Padri);
d) che la Sacrosanctum Concilium dovrebbe essere il punto di riferimento per la ricostituzione di un unico rito romano (obiettivo a cui dovrebbe tendere la cosiddetta “riforma della riforma”).

Alcuni dei punti qui trattati (specialmente le questioni del lezionario e del calendario), li avevo già presi in considerazione in un post del 6 marzo 2009. Ovviamente qui ci troviamo di fronte a uno studio molto piú ampio e completo, fatto da uno che conosce bene, per esperienza diretta, la forma straordinaria. Su altri punti ritengo che si possa tranquillamente discutere (p. es., alcuni aspetti della forma ordinaria, come la preghiera dei fedeli, prima di essere fatti propri dalla forma straordinaria, andrebbero radicalmente ripensati nella stessa forma ordinaria). In ogni caso, si tratta di un testo utile dal mio punto di vista per avviare una approfondita riflessione in materia.

Per tutti questi motivi, ho pensato che l’articolo meritasse una grande diffusione e perciò ne metto a disposizione dei lettori la traduzione italiana.
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